7 miti da sfatare sulla terapia

Anche se attualmente molte persone, specialmente nel contesto urbano, contemplano la psicoterapia come una possibilità, purtroppo esiste ancora un certo stigma e molta confusione su cosa significa andare a terapia. Ecco una mini-guida con alcune riflessioni e consigli pratici.

ir a terapia1 Non c’è nulla di cui vergognarsi

Il fatto di trovarsi in un momento vitale complesso o difficile da gestire succede a tutti ed in varie occasioni nella vita. Prenderne coscienza e chiedere aiuto non è motivo di vergogna. Al contrario, è un segno di maturità e di voler prendere “il toro per le corna”.

2 Ogni trattamento è unico

È naturale che, prima di scegliere, tu voglia sapere a quali tipi di trattamento verrai sottoposto, che teorie e tecniche si applicheranno. Per quanto informarti sia utile, sappi che un buon terapeuta costruirà un trattamento su misura, proprio della tua situazione e della tua personalità, proprio come decidiamo di fare a Dendros.

3 A volte può volerci del tempo per trovare il giusto terapeuta

La relazione terapeutica è un vincolo molto intimo e speciale, dentro il quale il paziente si deve sentire pienamente libero ed accolto allo stesso tempo. È possibile che ti ci voglia del tempo per trovare il terapeuta che fa per te. Puoi chiedere consiglio a persone di fiducia prima di sceglierne uno ma, soprattutto, affidati al tuo istinto.

4 Il fatto di essere in terapia non significa che tu abbia una malattia mentale

Benché può succedere, il fatto di essere in terapia non significa che tu abbia per forza una malattia mentale. Al contrario, una grande fetta delle persone che vanno dallo psicologo sono individui che si trovano in una situazione di difficile gestione emozionale, ma questo non significa che soffrano di disturbi mentali in quanto tali.

5 La terapia non ha una durata determinata

Esistono sul mercato trattamenti che promettono cambi “miracolosi” in poche sessioni. Questa strategia di marketing poco ha a che vedere con la realtà. Un percorso terapeutico profondo richiede un tempo che non si può prestabilire con certezza. Il tempo della gestione delle emozioni e le rielaborazioni interne, addirittura inconsce, non seguono il ritmo del tempo cronologico.

6 Andare allo psicologo non significa dover prendere psicofarmaci

Anche se in occasioni particolari l’assunzione di psicofarmaci può essere consigliata, sempre se la decisione viene presa da uno psichiatra, la terapia psicologica non si appoggia di per sé sui farmaci. Per questo, si evita il loro utilizzo sempre che sia possibile.

7 Non dovrai necessariamente sdraiarti su di un divano

La pratica psicoanalitica ortodossa può tuttora contemplare la presenza del divano e la libera associazione. Ma, nell’attualità, la maggior parte degli psicologi, così come l’equipe di Dendros, scelgono una modalità di dialogo seduti uno di fronte all’altro.