Dipendenza vs indipendenza

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Qualche giorno fa in America si è festeggiato il giorno dell’Indipendenza, noto anche come il 4 luglio. Si tratta della festa nazionale degli Stati Uniti d’America che commemora l’adozione della Dichiarazione di indipendenza il 4 luglio 1776, con la quale le Tredici Colonie si distaccarono dal Regno Unito di Gran Bretagna. I festeggiamenti vengono svolti con fuochi d’artificio, parate, cerimonie ed altri eventi pubblici e privati che celebrano la storia, il governo e le tradizioni degli Stati Uniti.

Essendo una festa molto sentita ed essendo un tema all’ordine del giorno anche qui a Barcellona, mi ha fatto riflettere sul tema dell’indipendenza come obiettivo al quale si aspira per gran parte della propria vita.

Secondo le teorie psicoanalitiche la prima grande paura che si vive dopo la nascita è l’angoscia di separazione, il distacco dal caregiver principale, quella figura di accudimento verso cui si sviluppa istintivamente l’attaccamento. La crescita dovrebbe poi portare all’estremo opposto, cioè all’indipendenza.

Riflettendo sulle tappe più importanti cella vita di ognuno, si può dire che la meta sia sempre la possibilità di rendersi indipendenti da qualcuno o qualcosa. Si parla di indipendenza affettiva dai genitori, perché non si può rimanere per sempre sotto la loro campana di vetro, della necessità di fare scelte indipendenti in adolescenza, perché non si deve seguire la massa, dell’indipendenza nello studio quando si inizia l’università, dell’indipendenza economica quando si comincia un lavoro e dell’indipendenza dalla famiglia quando si compra casa. Per non parlare delle relazioni amorose, in cui la dipendenza viene vista come la base per una relazione non sana. Tutta la vita è una lotta per l’indipendenza e quando si mette su famiglia si ricomincia, con occhi diversi, perché sono i figli a dover fare tutto il lavoro e i genitori possono solo accompagnarli e mostrare loro il cammino.

Un articolo diceva che l’indipendenza psicologica presuppone il non aver bisogno degli altri, ma allora chi davvero può dire di essere stato totalmente indipendente in qualche momento della propria vita? Senza gli altri cosa rimarrebbe delle proprie esperienze? A questo punto viene da chiedersi se il contrario di dipendenza sia davvero l’indipendenza, perché anche parlando di politica, essere indipendenti presuppone non aver bisogno degli altri?

Forse si può aspirare all’indipendenza senza tagliare fuori il resto del mondo.