Il colloquio psicologico socio-costruzionista (parte 5)

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Questa considerazione ha un altra importante conseguenza: impone finalmente il paziente come figura attiva e nonricevente passivo del trattamento dell’esperto psicologo, nè tantomeno risultato di cause implacabili.

I partecipanti al colloquio a prescindere dalla sofferenza o dalla frustrazione sperimentata sono configurati come soggetti intenzionali, operanti attivamente sul mondo che essi stessi abitano attraversi i processi di significazione. Questo implica un approccio al colloquio che lo veda come sede di un cambiamento non agito “sulla” persona ma raggiunto mettendo la persona nelle condizioni cambiare intenzionalmente.

Non si cercheranno allora piu deviazioni normative da far emergere e correggere ma si potrà adottare quello che kelly chiama “approccio credulo” nei confronti del mondo del paziente. Da non confondersi con “credulone” o ingenuo tale approccio è più assimilabile con l’ingresso libero da conoscenza a-prioristiche nel mondo dell’altro. Si sospendono le nostre pre-conoscenze e ci si concentra sulla conoscenza del nostro interlocutore. A prescindereda quanto il mondo nel quale entriamo diverga dal senso comune o attivi in noi fantasmi diagnostici..