Luigi Cancrini a Barcellona

Di Rossana Marenzi

Luigi Cancrini, psichiatra, psicoanalista, terapeuta sistemico e politico italiano, direttore del Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale di Roma, ha visitato oggi Barcellona.

In molti abbiamo approfittato l’occasione di vederlo ed ascoltarlo questa mattina nell’ambito di una giornata, organizzata dalla Societat Catalana de Terapia Familiar, centrata sui disturbi borderline ed il loro trattamecancrininto da una prospettiva sistemica.

Non è facile riassumere e soprattutto dar il giusto risalto alla portata delle considerazioni ed analisi di Cancrini sul tema dei disturbi borderline nella famiglia.

Fra tutto il materiale esposto, scelgo di raccontare ciò che il terapeuta ha sottolineato più volte, nonché messaggio di chiusura della sua esposizione: il suo punto di vista sulle manifestazioni dell’attaccamento proprie del disturbo borderline. Secondo Cancrini, questo disturbo si caratterizza per il fatto che un attaccamento sano e soddisfacente sia esistito un tempo, per poi estinguersi in vari modi nel corso della vita della persona affetta da disturbi dello spettro borderline. Ci troviamo dinanzi alla nostalgia del paradiso perduto.

Il punto di fuga ed uno degli obiettivi principali della terapia sarà quindi, secondo Cancrini, far riaffiorare il ricordo di quest’attaccamento sano che esistette, in modo che, anche se non è possibile nell’attualità ripristinare il legame con la figura d’attaccamento, la coscienza dell’ esistenza di questo legame sia una fonte di nutrimento inesauribile, in quanto inscritta nella memoria emotiva della persona.

Consapevole di fare un grande salto culturale e di contesto, vorrei concludere con questa frase del Dalai Lama, che mi fa ripensare alla prospettiva di Cancrini. L’amore e le cure ricevute, i momenti di soddisfazione ed intimità con un prossimo vicino, continuano ad essere parte del nostro patrimonio emozionale anche nei momenti di difficoltà o di perdita dei legami. Per questo, è importante farne tesoro, godere della loro calorosa compagnia, e sfruttare la loro forza come motore delle nostre azioni.

“Quello che davvero muove la nostra vita è la felicità”. Dalai Lama