Postmodernismo – Una cornice per molte psicoterapie

“Postmodernismo” è un parola piuttosto alla moda ormai. Qualunque cosa può essere descritta come postmoderna al giorno d’oggi. Il disegno di un edificio. I samples usati in un disco. L’impaginazione di un testo. L’umore collettivo di una generazione. La frammentazione culturale o politica. L’ascesa dei blog e la saggezza della folla. Qualunque cosa comincia per “meta”. Ma cosa significa?

Tutto questo scaturisce dalla scoperta di una nuova relazione con la verità (con la realtà). In una prospettiva postmoderna la verità non è una cosa sola “li fuori” da scoprire. Piuttosto la verità va assemblata e costruita. Alle volte è visibilimente costruita, partendo da molte componenti differenti (ad esempio gli scienziati che accorpano i risultati di studi multupli).

Altre volte esso avviene in modo invisibile attraverso la società. O attraverso meccanismi culturali o altri processi difficilmente visibili da un individuo.

Quindi quando qualcuno “dice il vero”, cio che sta dicendo è in realtà un assemblaggio della propria scolarizzazione, del background culturale, delle opinioni e pensieri che ha assorbito dall’ambiente. In un certo senso si potrebbe affermare che la sua cultura sta parlendo attraverso di lui.

Per questo motivo diventa piu sicuro e accurato in termini postmoderni, costruire la realtà (verità) con l’aiuto degli altri piuttosto che deciderla indipendentemente.

Un esempio molto chiaro di tutto questo è il metodo scientifico. Ogni scienziato puo condurre un esperimento e dichiarare una scoperta al resto del mondo. Ma team di altri scienziati devono verificare o “peer-review” questa verità prima che sia sicuro accettarla. La verità qui è chiaramente assemblata da tante persone.

Ogni volta pero c’è una comprensione del fatto che anche questa verità finale potrebbe benissimo essere temporanea e comoda, pronta per essere cambiata o cestinata più avanti (piuttosto cosi dovrebbe essere visto che anche le verita scientifiche hanno la tendenza a cristillazzarsi in dogmi).

Se si accetta questo fondamentale insight del postmodernismo improvvisamente diventa impossibile per ogni individuo proclamare una convinzione superiore alle altre. Non esiste piu nulla di simile ad una verità assoluta (realtà ontologica). Nessuno ha accesso alla verità. O puo proclamare di possederne uno migliore rispetto al prossimo. Se un individuo o un gruppo, un organizzazione o un governo afferma di possedere la verità e la dichiara alla gente con tutta probabilità tenderà a sottomettere e contrallarla.

In un modo che puo lasciare confusi tali entità sono conosciute come “moderniste”. La modernità è interamente relazionata con l’ordine e la razionalità. Piu una società è ordinata meglio funziona, questo è il pensiero dei modernisti. Se l’ordine è superiore allora qualunque cosa che possa favorire il disordine deve necessariamente essere sbagliata. Portato alle estreme conseguenze cio significa che qualunque cosa sia diversa dalla norma di come devono essere le idee le credenze e le persone debba essere esclusa. O addirittura distrutta. Nella storia della cultura occidentale questo ha generalmente significato chiunque non fosse bianco, maschio, eterosessuale e razionale.

Questa è una delle ragione del perche continuino a scoppiare tensioni tra i possessori della verità assoluta (ad esempio la chiesa) e le società secolari postmoderne. O ad esempio tra un governo non democratico che cerca di controllare la sua popolazione e la rete internet, un vero pezzo di tecnologia postmoderna. Questo avviene perche la postmodernità ha una un arma potente che puo corrodere molto velocemente ed efficacemente le strutture moderniste costruite su una verita assoluta veccio stile. Questa arma si chiama “decostruzione”.

Se ogni verità è costruita allora la decostruzione diventa possibile e utile. Molto utile. Se si decostruisce qualcosa allora il suo significato, le sue intenzioni e la sua “agenda” si separano ed emergono molto velocemente. Tutto molto velocemente si svela.

Prendete per esempio un racconto. È possibile decostruire la struttura del testo e la personalità dei personaggi. Poi è possibile decostruire la storia di vita dell’autore, il suo background psicologico, la sua cultura e vedere come questa abbia influenzato il testo. Continuando di questo passo si puo passare alla struttura del linguaggio umano e al pensiero oltre a questo a vasto strado di simboli umani. E oltre ancora beh.. si puo andare avanti.

Sistemi di credenza e strutture moderniste si proteggono dai pericoli della decostruzione con quelle macrostrutture semantiche chiamate “grand-narratives”. Sono storie convincenti per spiegare e giustificare l’esistenza di un certo sistema di credenze. Agiscono in modo da far sorvolare e mascherare le contraddizioni, le instabilità e la generale minacciosità inerente alla natura e alla vita umana.

Liberare l’intera classe proletaria. Pace sulla terra. C’è solo un vero dio. Hollywood è una sola grande famiglia. La storia è progresso. Un giorno sapremo tutto. Tutte queste sono “grand narratives”.

Ogni società moderna, anche quelle basate sulla scienza, dipende da questi miti. Il postmodernismo li rifiuta per principio. Piuttosto il postmodernismo promuove delle “mini narratives”, storie che spiegano piccoli eventi locali, tutte con la consapevolezza che ogni situazione, non importa quanto piccola, rifletta in qualche modo il pattern globale delle cose.

Quindi una società post-moderna, liberata dalle sue “grand-narrative”, deve abbracciare i valori della postmodernità come suoi valori chiave. Cio sta a significare che complessita, diversità, contraddizioni, ambiguità ed interconnessioni devono divenire centrali. In termini sociali questo sta a significare una mancanza di gerarchie imposte, l’abbracciare la diversità e dare ascolto a tutte le voci. L’interconnessione è riflessa dalla nostra tecnologia e dalle comunicazioni. Nel 21imo secolo qualunque cosa non possa essere archiviata in un computer cessa di essere conoscenza.

Ad ogni modo questo è l’obiettivo certo ma ci sono delle insiedie.. Il postmodernismo galoppante crea una cupa cappa di “non-significato”. Il consenso infinito crea la paralisi. L’eccesso di connessioni porta alla saturazione. Troppa diversità alla disconnessione e troppoa complessità alla confusione.

Quindi nella nebbia di tutta questa confusione e rumore e diversità, senza una “grand narrative, chi sei tu?