“Prima di volare via” – (3)

Senza titolo

Giorgia Tosi continua con le pillole di intervista all’autrice del libro:

“Il libro parte dalla tua esperienza personale e settimana scorsa abbiamo parlato di cosa cambi per chi si ammala, ma prendiamo in considerazione il tuo punto di vista. Cosa cambia per i familiari?

L’attaccamento al familiare più prossimo (care giver) è la conseguenza del senso di incertezza dell’ammalato. Il care giver diventa “la guida e l’interprete” in un ambiente sempre più estraneo. I familiari devono essere consapevoli della necessità di affrontare il loro caro come se ogni giorno fosse un giorno di vita nuovo, senza poter contare sulle abitudini e gli affetti costruiti negli anni. L’ammalato di Alzheimer perde progressivamente la propria autonomia e deve essere sostenuto e accudito dai familiari.

Quindi cambia anche la realtà di chi vive con un malato di Alzheimer?

“Ciò che non esiste nella mente non esiste neppure nella realtà” vale anche per il coniuge, i figli o gli amici che non si sentono più riconosciuti: soffrono perché il legame affettivo sparito dalla mente sembra annientare i dati di fatto. Essere sposati non basta per sentirsi marito o moglie, come essere generati non basta per sentirsi figli. È necessario avere una identità molto forte per non vacillare di fronte alla perdita di memoria dell’ammalato.

Qual è l’impatto sulla vita quotidiana?

La prima evidenza è che devi dedicare tempo a una persona che sta perdendo autonomia. Devi fartene progressivamente sempre più carico. Non è una questione solo personale, coinvolge tutta la famiglia. Spesso i familiari non se l’aspettano, i figli non immaginano di dover invertire i ruoli con i genitori, il coniuge ne è schiacciato. I rapporti, se non sono solidi, vacillano o si complicano. Ci vuole molto buon senso. Inoltre, nella prima fase, neppure l’ammalato è disposto a “perdere autonomia” e si ribella a qualsiasi controllo o limitazione, come, ad esempio, non andare in giro da solo, non guidare, non gestire il proprio conto bancario.”