Prima di volare via – Parte 8

Senza titolo

 

Cosa significherebbe entrare nella realtà del malato ed adeguarsi ad essa, senza pretendere che sia lui a riconoscere la nostra?

 

Significa preoccuparsi solo dell’essenza, del rapporto vero anche se non “reale”. Faccio un esempio: quando mio padre non mi riconosceva come sua figlia, ma godeva della mia compagnia, io ero serena lo stesso, perché l’importante era che lui stesse bene insieme a me, chiunque io fossi a suoi occhi, l’importante era la relazione positiva e serena che c’era tra noi. Può sembrare difficile, ma è l’unica strada per non perdere tutto: salvare l’essenza e non dire mai ad un ammalato che non capisce. Se non capisce, non può nemmeno capire di non capire. L’affermazione della nostra verità è per lui contraddizione e offesa.

 

In un’ottica costruttivista ogni essere umano costruisce la propria realtà, credo che comprendere ciò possa portare a guardare a questa malattia in un’ottica completamente diversa. Si può vedere come una diversa costruzione del reale, senza che sia necessariamente patologica?

 

Purtroppo questo no. Si può accettare che un ammalato abbia un rapporto affettivo con gli oggetti come un bambino piccolo, per esempio, ma non si può negare il carattere patologico di una visione della realtà che tende a portare l’ammalato ad essere sempre più inadeguato e indifeso nei confronti dell’ambiente e delle persone che lo circondano. Si possono cercare modi per convivere con l’Alzheimer, ma si deve avere la consapevolezza della degenerazione in atto. Essere consapevoli e accettare una logica diversa non significa ignorare i limiti di questa logica: ignorare la malattia equivale a negarla. Una mente che degenera va accettata, assecondata, ma sempre nella consapevolezza della degenerazione.

Meglio tenere in seria considerazione la realtà dell’ammalato, cercare di capire il suo mondo, ascoltarlo.

Può sembrare strano, ma spesso gli ammalati si sentono ignorati, poco considerati, non ascoltati. Si fa fatica ad ascoltare un ammalato di Alzheimer, spesso molto ripetitivo, ma per lui è molto importante per sentirsi vivo e tenuto in considerazione.