Tra genio e follia

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Un recente articolo ha individuato una sovrapposizione tra le componenti genetiche della creatività e di alcuni disturbi psichiatrici. In particolare persone che si occupano di professioni definite creative, come scrittori, attori, musicisti e ballerini, presentano delle varianti genetiche correlate ai disturbi psichiatrici, differenziandosi dalla popolazione generale. In questo stesso gruppo sembrano essere frequenti familiari con schizofrenia o disturbi bipolari.

“Per essere creativi bisogna pensare in modo differente dalla folla”, così l’autrice dello studio commenta i risultati ottenuti, dichiarandosi non sorpresa da queste evidenze.

Pensando ala storia sono famosi casi in cui genialità e malattia mentale si intrecciano, si pensi ad esempio a John Nash, matematico vincitore del premio Nobel e malato di schizofrenia.

Per quanto una correlazione sia evidente e fosse già emersa in precedenti studi, non ne sono ancora chiare le cause. Una delle ipotesi avanzate è che il cervello di artisti e scienziati non abbia un filtro efficiente con la realtà esterna e che tutti gli stimoli provenienti dal mondo esterno vengano riconosciuti come importanti, permettendo di stabilire connessioni originali e sorprendenti.

Associare i tratti creativi degli artisti alle ”stranezze” di chi viene diagnosticato paziente psichiatrico può forse contribuire a diminuire lo stigma presente nei confronti di queste persone. La paura del diverso potrebbe scemare pensando che in ognuno esiste una parte creativa e forse un po’ folle. Simon Kyaga, autore di un precedente studio sul tema afferma appunto: “se si imparasse a riconoscere che alcuni aspetti della malattia mentale possono essere benefici, si potrebbero escogitare nuove tecniche per trattarle”.