Un aneddoto terapeutico del grande Milton Erickson

Un inverno venne a trovarmi un professore di astronomia. Lasciò la porta di ingresso aperta, lasciò la porta del mio studio aperta e aprì le altre due porte che si trovano nel mio studio. Tirò le tende di una finestra, tirò su la persiana, tirò via la tenda e aperse la finestra.

“Sono stato incaricato dal governo di fotografare l’eclissi totale di sole che avverrà in Borneo e soffro di claustrofobia”, mi disse. “Per andare in Borneo dovrò volare e andare in treno, mi toccherà viaggiare in mare, in macchina. Dovrò essere in grado di lavorare in camera oscura. Mi può dare una mano? Ho due mesi di tempo prima di partire.”

Così gli feci immaginare che una delle porte era chiusa, anche se in realtà era del tutto spalancata. Alla fine riuscì ad immaginarlo, mentre era sotto ipnosi.

Allora gli feci immaginare che l’altra porta era chiusa, che la finestra era chiusa e che la porta d’ingresso era chiusa.

Andò in Borneo a fotografare l’eclissi totale di sole. Dopo che era riuscito in stato di trance ad immaginare che la porta era chiusa, io la chiusi effettivamente, un pochino alla volta, fino a che alla fine non fu chiusa. Una per una chiusi tutte le porte, dopo avergli fatto immaginare che erano chiuse e tutto cominciò col fargli prima immaginare che la porta era chiusa. Avevo detto che quella porta aperta era una crepa nel muro, avevo detto “Adesso chiudiamo quella crepa, un pezzetto alla volta, e facciamo tornare il muro tutto intero.”

Se soffriste di claustrofobia vorreste certamente che le finestre fossero aperte e che le porte fossero aperte. Io vi metterei in trance e al loro posto vi farei vedere una larga crepa. E per quanto grave possa essere la vostra claustrofobia, riuscireste a sopportare di essere seduti in quel divano con tutte le finestre aperte e le porte aperte. Quando io altero l’immagine mentale che voi avete, vi metterete in relazione alla cosa allo stesso modo in cui fate col muro che è alle vostre spalle, e questo è il vantaggio dell’ipnosi.

Voi potete far sì che una persona in stato di trance immagini effettivamente che una data porta sia veramente una crepa del muro.

Chiudete lentamente queste crepe. E avrà un muro alle sue spalle.

Dopo essere stato in Borneo, e aver fotografato l’eclissi quest’uomo entrò nella camera oscura, perché voleva disperatamente vedere la terra del Borneo, o quello che era. L’inverno seguente sua moglie venne da me e mi disse: “Grazie a Dio quest’inverno non mi toccherà più dormire con le porte e le finestre aperte”.