Un DSM per i più piccoli

Senza titolo

 

Questa settimana Giorgia Tosi gioca con le categorie diagnostiche da una prospettiva innovativa..:

“Chi non conosce Winnie the Pooh? Indipendentemente dall’età e dal genere a chiunque è capitato di vedere o leggere almeno un’avventura dell’orsetto giallo.

Quello che non tutti sanno è che in ogni personaggio si possa identificare un disturbo mentale: un articolo della Canadian Medical Association ha infatti diagnosticato, DSM alla mano, i disordini di ogni protagonista del cartone.

A partire proprio da Winnie the Pooh, che sembra essere affetto da 3 sindromi: il Disordine da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), il Disturbo Ossessivo-Compulsivo e per via di questa associazione, la Sindrome di Tourette.

Anche Tigro soffre di ADHD e Tappo è Ossessivo-Compulsivo. Pimpi invece ha un Disturbo d’Ansia Generalizzato, Uffa, il gufo è dislessico e a Kanga, il canguro, è toccato un Disturbo d’Ansia Sociale. Ih-Oh ha un disturbo Depressivo e Christopher Robin, il bambino, è Schizofrenico.

Conoscendo anche poco i personaggi, è lampante come queste diagnosi colgano i loro principali lati del carattere: la tristezza dell’asinello Ih-Oh, le fissazioni di Winnie per il miele e la perenne agitazione di Pimpi. Ma ciò che conta non sono le diagnosi o i disturbi specifici che la Canadian Medical Association ha identificato. La cosa importante è l’uso che di questo cartone si può fare.

Spesso le persone definite come malate mentali vengono guardate con diffidenza, se non addirittura paura e loro stesse cominciano a vedersi in modo diverso, aderendo sempre più all’immagine che viene data della loro malattia. Questo è il motivo principale per cui apporre una diagnosi può diventare pericoloso. Alan Alexander Milne, l’autore di Whinnie the Pooh, probabilmente senza saperlo, ha fatto molto per sconfiggere questo stigma, perché è ai bambini che bisogna insegnare a guardare tutti con gli stessi occhi, senza pregiudizi. Se fin da piccoli si viene abituati a vedere un comportamento come normale o come una possibilità tra le tante presenti al mondo, si possono sconfiggere i preconcetti e la disapprovazione che troppo spesso ruotano attorno ai disturbi mentali.

Ogni genitore dovrebbe sedersi insieme al proprio figlio a guardare le avventure di Winnie the Pooh e spiegare perché ogni tanto i personaggi si comportano in modo strano, così forse vedendo un compagno di classe con ADHD, il bambino lo assocerà a Tigro e diventerà suo amico, invece di vederlo come diverso e isolarlo.

E’ tempo che i genitori insegnino presto ai giovani che nella diversità c’è bellezza e c’è forza
(Maya Angelou).”